1887

Lavoro per gli immigrati

L'integrazione nel mercato del lavoro in Italia

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Fino alla metà degli anni Novanta, la percentuale degli immigrati in Italia era relativamente bassa nel confronto internazionale. L’immigrazione verso l’Italia è cresciuta rapidamente durante gli ultimi quindici anni. Tale crescita è riconducibile a una persistente domanda di lavoratori stranieri per posti di lavoro poco qualificati e poco remunerati, alla vicinanza delle zone di conflitto e all’allargamento dell’Unione europea alla Romania e la Bulgaria, avvenuto nel 2007. Questo rapporto presenta una visione d’insieme delle competenze e delle qualifiche degli immigrati in Italia, dei loro principali risultati nel mercato del lavoro paragonati a quelli degli altri Paesi a livello internazionale e della loro evoluzione nel tempo, tenendo conto della forte segmentazione del mercato del lavoro italiano e dell’alta percentuale di posti di lavoro informali.

Il rapporto analizza la struttura di riferimento e i principali strumenti d’intervento per l’integrazione. Dedica una particolare attenzione al finanziamento e alla distribuzione delle competenze tra responsabili a livello nazionale e subnazionale. Infine, esamina l’integrazione scolastica e la transizione scuola-lavoro dei figli degli immigrati

 

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Valutazioni e raccomandazioni

Nel giro di un decennio, gli immigrati in Italia sono diventati una componente signifi cativa della popolazione Insieme alla Spagna, l’Italia è il paese dell’OCSE con la più alta crescita annuale della popolazione immigrata regolare fi n dall’inizio degli anni 2000. La sua posizione al centro del bacino del Mediterraneo e la forte richiesta di lavoro in impieghi poco qualifi cati ha reso l’Italia la destinazione principale per gli immigrati. Tra il 2001 e il 2011, la percentuale di bambini stranieri sul totale della popolazione si è quasi triplicata raggiungendo il 9% della popolazione totale. Gli immigrati sono in gran parte sovra- rappresentati nei gruppi di età più attivi (25-44) e, nel complesso, rappresentano quasi l’11% della popolazione in età lavorativa (15-64 anni). Tale percentuale è più alta rispetto a Grecia e Portogallo, ma rimane inferiore rispetto alla percentuale della maggior parte degli altri Paesi OCSE con livelli di PIL simili.

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