1887

OECD Multilingual Summaries

Tax Policy Reforms 2018

OECD and Selected Partner Economies

Summary in Italian

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La pubblicazione è disponibile all’indirizzo:
10.1787/9789264304468-en

Riforme delle politiche fiscali 2018

Paesi dell’OCSE e alcune Economie partner

Sintesi in italiano

Nel 2018 sono entrate in vigore riforme fiscali significative in Argentina, Francia, Lettonia e negli Stati Uniti. Il focus di queste riforme è stato ampiamente concentrato sul sostegno agli investimenti, attraverso tasse più basse sulle società ma anche con cambiamenti intervenuti nell’imposizione patrimoniale e del reddito di capitale delle persone fisiche. Alcuni elementi delle suddette riforme mirano altresì a migliorare l’equità con una riduzione delle tasse per i redditi medio‑bassi. Tuttavia, nessuna delle suddette riforme dovrebbe essere neutra in termini di entrate. . Inoltre, il Belgio ha introdotto una complessiva riforma della imposizione sui redditi delle società (IRES), associando una riduzione significativa delle aliquote IRES a un sostanziale ampliamento della base imponibile.

Il presente rapporto individua più in generale le tendenze comuni in materia di riforma fiscale nei diversi Paesi esaminati:

  • I tagli alle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) sul reddito da lavoro sono proseguiti, principalmente al fine di sgravare l’onere fiscale dei redditi medio‑bassi. Uno dei metodi della riforma è stato l’aumento dei crediti d’imposta per il reddito da lavoro che sono in grado di migliorare la partecipazione al mercato del lavoro e aumentare la progressività dell’IRPEF. Parallelamente, è proseguita la tendenza al rialzo delle aliquote di imposizione sul reddito di capitale delle persone fisiche, sebbene alcuni Paesi abbiano ampliato gli sgravi fiscali per alcune forme di redditi di natura finanziaria. Per quanto riguarda i diversi Paesi, le riforme più significative sono state introdotte negli Stati Uniti con cambiamenti nelle aliquote dell’IRPEF e nelle deduzioni , in Lettonia con l’introduzione di un sistema progressivo d’imposizione sul reddito delle persone fisiche e in Francia con una nuova “imposta piatta” sul reddito di capitale delle persone fisiche.
  • Per quanto concerne i contributi sociali obbligatori, le riforme sono state in generale limitate e in molti Paesi i contributi previdenziali continueranno a gravare notevolmente sul reddito da lavoro. Rispetto agli ultimi anni, uno degli sviluppi verificatosi nell’insieme dei Paesi è stato il maggiore focus sugli aumenti delle aliquote dei contributi previdenziali e sulla riduzione della base. Ciò suggerisce che maggiori contributi saranno a carico di un minor numero di contribuenti in alcuni Paesi.
  • Quest’anno si è altresì registrata un’accelerazione dei tagli delle aliquote d’imposizione sul reddito delle società, che è stata in gran parte trainata da alcune grandi economie, tra cui i Paesi che tradizionalmente hanno aliquote d’imposta elevate sulle società. Altre riforme importanti per il sostegno degli investimenti, sono state rivolte alla riduzione della base imponibile, mediante l’espansione dei regimi di deducibilità degli ammortamenti. Rispetto agli anni precedenti, si sono rilevati cambiamenti molto limitati in materia di incentivi fiscali relativi alla R&S e all’innovazione.
  • Sono proseguiti gli sforzi destinati a proteggere la base imponibile IRES dall’evasione/ elusione fiscale internazionale attraverso l’attuazione di misure di contrasto e l’applicazione del pacchetto OCSE/G20 sull’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS) ma questi sforzi hanno assunto una diversa entità secondo i Paesi.
  • La tassazione delle imprese ad alto livello di digitalizzazione è diventata una delle principali preoccupazioni per molti Paesi. Le ampie divergenze di opinioni tra i diversi Paesi hanno finora ostacolato l’adozione di un approccio condiviso e hanno incoraggiato l’introduzione di misure eterogenee, creando un rischio di maggiore complessità e incertezza.
  • Le aliquote dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) si sono stabilizzate, ma si prevede un aumento del gettito per effetto di rilevanti misure dell’amministrazione fiscale e di contrasto alla frode in alcuni Paesi. Il Sudafrica è l’unico paese in cui l’aliquota IVA standard è stata innalzata nel 2018. Aliquote elevate dell’IVA hanno spinto molti Paesi a cercare altre vie per aumentare il gettito IVA, con un ampliamento della base – sopprimendo o diminuendo progressivamente le aliquote IVA – e attraverso misure amministrative e di contrasto alla frode. Alcune di queste misure, specie quelle di “split payments” (scissione dei pagamenti) e per l’estensione dell’impiego del meccanismo di inversione contabile alle transazioni nazionali, implicano importanti cambiamenti nel metodo tradizionale di riscossione dell’IVA. In alcuni Paesi, ridotte aliquote IVA sono state estese per rispondere alle preoccupazioni concernenti l’equità o per sostenere specifici settori industriali, nonostante l’evidenza mostri che queste misure tendono a essere strumenti d’intervento scarsamente efficaci.
  • Al fine di scoraggiare i consumi nocivi, sono state introdotte nuove accise, oltre ad altri aumenti delle aliquote delle accise su tabacchi e alcolici. Tra le riforme più importanti, si annotano nuove tasse sulle bibite zuccherate in Irlanda, Sudafrica e nel Regno Unito, e l’introduzione di una tassa sulla canapa indiana in Canada.
  • Le riforme fiscali riguardanti le politiche ambientali hanno continuato a concentrarsi sulle tasse energetiche, tuttavia, sono stati compiuti sforzi per andare oltre il trasporto stradale. Sebbene questi cambiamenti siano orientati nella giusta direzione, essi si sono verificati solo in pochi Paesi e saranno necessarie riforme più significative, al fine di allineare le aliquote sull’energia con i costi ambientali e di aumentare le entrate tributarie. I cambiamenti delle imposte sugli autoveicoli per incoraggiare l’uso di veicoli più puliti sono continuati, ma l’esperienza mostra che sebbene queste misure siano efficaci, esse possono essere costosi strumenti di riduzione delle emissioni. Infine, nonostante il loro ampio potenziale per generare miglioramenti ambientali, le riforme fiscali, in settori diversi da energia e autoveicoli, come ad esempio le tasse sui rifiuti, i sacchetti di plastica o i prodotti chimici, sono state molto meno frequenti.
  • Infine, l’anno 2018 ha visto l’introduzione di alcune riforme significative nel campo delle imposte sulla proprietà. Nel 2018, rispetto agli anni precedenti in cui le riforme sono state limitate sia in quantità sia in portata, è stata introdotta qualche riforma importante della tassazione sulla proprietà, tra cui: il raddoppiamento della soglia di esenzione per la fiscalità immobiliare e per le imposte sulle donazioni negli Stati Uniti, l’introduzione di una tassa sui conti titoli in Belgio, come anche l’abrogazione dell’imposta sull’abitazione in Francia per l’80% delle famiglie e la soppressione dell’imposizione patrimoniale netta che è stata sostituita dall’imposizione sul patrimonio immobiliare.

Il rapporto è articolato come segue: il Capitolo 1 fornisce una visione d’insieme del contesto macroeconomico; il Capitolo 2 presenta le tendenze più recenti delle entrate tributarie e delle strutture fiscali; e il Capitolo 3 fornisce una rassegna delle ultime tendenze delle riforme fiscali.

© OECD

Questa sintesi non è una traduzione ufficiale dell’OCSE.

La riproduzione della presente sintesi è autorizzata sotto riserva della menzione del Copyright OCSE e del titolo della pubblicazione originale.

Le sintesi sono traduzioni di stralci di pubblicazioni dell’OCSE i cui titoli originali sono in francese o in inglese.

OECD

Il testo integrale in lingua inglese è disponibile online sul sito OECD iLibrary!

© OECD (2018), Tax Policy Reforms 2018: OECD and Selected Partner Economies, OECD Publishing.
doi: 10.1787/9789264304468-en

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