- Gli studenti quindicenni in Italia e il contesto in cui apprendono
- Quali risultati hanno ottenuto nel test gli studenti quindicenni in Italia?
- Divari nei risultati all'interno del Paese
- Atteggiamenti degli studenti italiani nei confronti della scuola e dell'apprendimento
- Com'è la vita scolastica in Italia?
- Preparazione degli studenti alle sfide ambientali
- Caratteristiche principali di PISA 2025 in Italia
Risultati PISA 2025 (Volume I): Italia
Table of contents
Il Programma per la valutazione internazionale degli studenti (noto come il "Programma PISA") valuta le conoscenze, le competenze e gli atteggiamenti degli studenti quindicenni. Le prove rilevano in quale misura gli studenti siano in grado di risolvere problemi complessi, pensare in modo critico e comunicare efficacemente; i dati raccolti mediante i questionari descrivono i contesti nei quali avviene l'apprendimento. Ciò fornisce indicazioni sul grado di efficacia con cui i sistemi di istruzione preparano gli studenti ad affrontare le sfide della vita reale e a conseguire successo nel loro futuro percorso personale e professionale. L'Italia partecipa all'Indagine PISA dal 2000. Grazie al confronto internazionale dei risultati, i responsabili politici e i docenti italiani possono trarre insegnamenti dalle politiche e dalle pratiche adottate in altri Paesi.
Gli studenti quindicenni in Italia e il contesto in cui apprendono
Copy link to Gli studenti quindicenni in Italia e il contesto in cui apprendonoGrafico 1. Una dashboard multidimensionale dell'apprendimento degli studenti
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Note: a causa della mancanza di dati, ciascuna dimensione non comprende tutti i Paesi e le economie. Per ogni dimensione, sono evidenziati il Paese/l'economia con il valore più elevato e la media OCSE; i valori relativi all'assenteismo scolastico sono indicati in ordine decrescente e, pertanto, i valori riportati sulla destra corrispondono ai livelli più bassi di assenteismo scolastico.
Per gli indicatori derivati dalle risposte fornite dagli studenti e dai dirigenti scolastici, le differenze tra Paesi ed economie dovrebbero essere interpretate con cautela in quanto possono riflettere variazioni nel comportamento di risposta piuttosto che reali differenze nei fenomeni osservati. Tali indicatori possono essere influenzati dall'assenza di risposta ai questionari, dalle consuetudini culturali e dalle diverse interpretazioni delle domande.Definizioni: i valori che non sono espressi in percentuale corrispondono ai valori medi dei relativi indici ricavati sulla base dei questionari. Le percentuali sono definite come segue: percentuale di studenti che ottengono un punteggio superiore al livello di base: studenti che ottengono un punteggio pari o superiore al livello 2 in scienze, matematica e lettura; studenti che ottengono un punteggio pari o superiore al livello 3 nella risoluzione computazionale di problemi; Mentalità orientata alla crescita: percentuale di studenti che sono in disaccordo o fortemente in disaccordo con l'affermazione: "hai un certo grado di intelligenza e non puoi fare molto per cambiarlo"; Importanza percepita dell'apprendimento a scuola: percentuale di studenti che sono in disaccordo o fortemente in disaccordo con l'affermazione: "la scuola ha fatto poco per prepararmi alla vita adulta quando avrò lasciato la scuola."; Assenza di bullismo: percentuale di studenti che hanno dichiarato di non essere stati mai, o quasi mai, vittime di alcun tipo di atto di bullismo (tra una lista di cinque diversi tipi di atti); Assenteismo scolastico: percentuale di studenti che hanno dichiarato di aver saltato, nelle due settimane precedenti la prova PISA, almeno un'ora di lezione o un giorno di scuola; Resilienza accademica in scienze: percentuale di studenti appartenenti al quartile più basso della scala socio-economica (studenti svantaggiati) che hanno ottenuto risultati che li collocano nel quartile superiore tra gli studenti del proprio Paese; Fiducia nella possibilità di mobilità sociale: percentuale di studenti che non sono d'accordo o sono fortemente in disaccordo con l'affermazione: "il proprio status sociale è qualcosa che non si può cambiare più di tanto"; Non mancano gli insegnanti: percentuale di studenti iscritti a scuole il cui dirigente scolastico ha dichiarato che la capacità della scuola di impartire l'insegnamento non è affatto ostacolata dalla carenza di personale docente; Tutoraggio tra allievi: percentuale di studenti iscritti a scuole il cui dirigente scolastico ha dichiarato che viene offerto un servizio di tutoraggio tra allievi; In classe si impara come valutare i contenuti generati dall'intelligenza artificiale: percentuale di studenti che hanno riferito che, durante le lezioni, esaminano l'attendibilità delle informazioni generate dai chatbot basati sull'intelligenza artificiale (ad esempio ChatGPT) con una frequenza sporadica, regolare o molto regolare; Regolamento scolastico: divieto di utilizzo dei cellulari a scuola: percentuale di studenti iscritti a scuole il cui dirigente scolastico ha dichiarato che l'uso dei telefoni cellulari non è consentito all'interno dell'istituto scolastico; Regolamento scolastico: linee guida specifiche per materia sui dispositivi digitali: percentuale di studenti iscritti a scuole il cui preside ha dichiarato che la scuola dispone di linee guida ufficiali per l'uso dei dispositivi digitali nell'insegnamento e nell'apprendimento di materie specifiche.
Fonte: Grafico I.1.2.
La dashboard interattiva è disponibile all'indirizzo https://www.oecd.org/en/data/dashboards/pisa-education-and-skills.html
Note sulla qualità dei dati nell'indagine PISA 2025
La presente edizione dell'Indagine PISA comprende dati provenienti da 91 Paesi ed economie. Sebbene la stragrande maggioranza dei Paesi e delle economie abbia soddisfatto gli standard tecnici di PISA, un esiguo numero di essi non vi è riuscito. In particolare, occorre cautela nell'interpretare i risultati dei Paesi e delle economie contrassegnati in questa scheda da un asterisco (*) accanto alla denominazione: i relativi risultati potrebbero essere influenzati da un maggiore grado di incertezza o persino essere distorti, poiché uno o più standard di campionamento PISA non sono stati rispettati. Per ulteriori informazioni, si rimanda alla guida alla lettura dei Risultati PISA 2025, Volume I e al Capitolo 18 (Valutazione dei dati) nel Rapporto tecnico di PISA 2025.
Per l'Italia, tutti i dati hanno rispettato gli standard di qualità stabiliti da PISA e sono stati ritenuti idonei alla pubblicazione.
Quali risultati hanno ottenuto nel test gli studenti quindicenni in Italia?
Copy link to Quali risultati hanno ottenuto nel test gli studenti quindicenni in Italia?Tendenze nei risultati in scienze, matematica e lettura
Copy link to Tendenze nei risultati in scienze, matematica e letturaGrafico 2. Tendenze nei risultati in scienze, matematica e lettura
Copy link to Grafico 2. Tendenze nei risultati in scienze, matematica e lettura
Nota: i punti bianchi indicano i punteggi medi che non sono significativamente superiori/inferiori ai punteggi medi PISA 2025 da un punto di vista statistico. Il grafico può essere consultato nella sua versione interattiva all'indirizzo https://www.oecd.org/en/data/dashboards/pisa-education-and-skills/performance-trends.html.
Fonte: Tabella I.B1.2a.36 -38
Nel 2025, l'Italia ha riportato risultati medi simili a quelli del 2022 in matematica, lettura e scienze.
Rispetto ai risultati ottenuti nelle precedenti edizioni dell'Indagine PISA, nel 2025 i punteggi medi hanno mostrato un certo miglioramento nelle scienze (in cui i risultati sono stati superiori a quelli del 2018 e sono tornati al livello osservato dieci anni prima, nel 2015), cali significativi, dopo il 2018, in matematica e una relativa stabilità, nel periodo 2018-2025, in lettura, sebbene prossimi a un livello inferiore a quello osservato tra il 2009 e il 2015.
Nell'ultimo periodo (dal 2022 al 2025), il divario tra gli studenti con i punteggi più alti (il 10 % con i punteggi più elevati) e quelli con i risultati più scarsi (il 10 % con i punteggi più bassi) non ha subito variazioni significative in matematica, lettura e scienze.
Rispetto al 2015, la percentuale di studenti con rendimento insufficiente (con punteggi inferiori al livello 2 di competenze) è aumentata di otto punti percentuali in matematica e non ha subito variazioni significative né in lettura né in scienze.
L'Italia a confronto
Copy link to L'Italia a confrontoGli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio prossimo alla media OCSE in matematica e scienze e superiore alla media OCSE in lettura (Grafico 3).
Gli studenti italiani che hanno ottenuto i risultati migliori in almeno una materia (livello 5 o 6) rappresentano una percentuale minore rispetto alla media dei Paesi dell'OCSE. Al contempo, il numero di studenti che ha raggiunto un livello minimo di competenza (livello 2 o superiore) in tutte e tre le materie rappresenta una percentuale maggiore rispetto alla media dei Paesi dell'OCSE (Grafico 4).
Nella risoluzione computazionale dei problemi, gli studenti italiani hanno riportato un punteggio inferiore alla media OCSE (Grafico 3).
Grafico 3. Risultati medi ottenuti in scienze, matematica, lettura e risoluzione computazionale dei problemi
Copy link to Grafico 3. Risultati medi ottenuti in scienze, matematica, lettura e risoluzione computazionale dei problemiItalia, media OCSE e Paesi/economie di confronto selezionati
Nota: i Paesi/le economie oggetto di confronto comprendono i Paesi e le economie con i risultati migliori in assoluto e i Paesi dell'OCSE con i risultati migliori; per i confronti con tutti gli altri partecipanti all'Indagine PISA 2025, si rimanda alle tabelle indicate nella fonte ai grafici. Le linee orizzontali che si estendono oltre gli indicatori rappresentano una misura dell'incertezza associata ai punteggi medi (l'intervallo di fiducia è al 95 %).
Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in scienze?
Copy link to Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in scienze?Grafico 4. Competenze in scienze, matematica e lettura degli studenti quindicenni
Copy link to Grafico 4. Competenze in scienze, matematica e lettura degli studenti quindicenniItalia e media OCSE
Il 78 % degli studenti italiani ha raggiunto il livello 2 o un livello superiore in scienze (media OCSE: 74 % A questo livello di competenze, come minimo, gli studenti possono identificare la spiegazione corretta di un fenomeno scientifico noto e sanno utilizzare queste conoscenze per individuare, in casi semplici, se una conclusione è valida in base ai dati forniti. Oltre l'85% degli studenti delle giurisdizioni con i migliori risultati, ossia Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang (Cina), Macao (Cina), Singapore, Estonia, Giappone, Taipei Cinese e Corea (in ordine decrescente in base a tale percentuale), ha raggiunto questo livello o un livello superiore.
In Italia, il 4 % degli studenti si è posizionato nella fascia più alta dei risultati in scienze, vale a dire che ha raggiunto il livello 5 o 6 (media OCSE: 7 %). Tali studenti sono in grado di applicare in modo creativo e autonomo le loro conoscenze scientifiche a un'ampia varietà di situazioni, comprese quelle a loro sconosciute.
Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in matematica?
Copy link to Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in matematica?In Italia, il 69 % degli studenti ha raggiunto almeno il livello 2 di competenze in matematica (media OCSE: 65 %). Tra le competenze minime richieste a questo livello, gli studenti sono capaci di interpretare e riconoscere, senza indicazioni dirette, come una situazione semplice può essere rappresentata matematicamente (confrontando per esempio, la distanza totale tra due percorsi alternativi o convertendo i prezzi in un'altra valuta).
Circa il 7 % degli studenti italiani ha ottenuto ottimi risultati in matematica e ha quindi raggiunto il livello 5 o 6 nel test di matematica di PISA (media OCSE: 8 %). Le percentuali più elevate di studenti che hanno raggiunto il livello 5 o 6 sono state registrate in sette Paesi ed economie asiatici: Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang (Cina) (54 %), Singapore (37 %), Taipei cinese (32 %), Macao (Cina) (29 %), Corea (23 %), Giappone (22 %) e Hong Kong (Cina) (21 %). A questi livelli, gli studenti sono in grado di rappresentare matematicamente situazioni complesse e di selezionare, confrontare e valutare strategie appropriate di risoluzione dei problemi per affrontarle. In 13 Paesi ed economie partecipanti all'Indagine, più del 10 % degli studenti ha ottenuto un punteggio corrispondente al livello 5 o 6.
Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in lettura?
Copy link to Quali sono le conoscenze degli studenti e cosa sanno fare in lettura?Il 76 % degli studenti italiani ha raggiunto il livello 2 o un livello superiore in lettura (media OCSE: 69 %). Gli studenti di livello 2 in lettura sono almeno in grado di individuare l'idea principale in un testo di lunghezza moderata, trovare informazioni basate su criteri espliciti anche se talvolta complessi e riflettere sull'intento e sulla forma dei testi quando viene loro esplicitamente chiesto di farlo. La variazione della percentuale degli studenti quindicenni che ha raggiunto i livelli minimi di competenze (almeno il livello 2 o più elevato) in lettura ha registrato valori compresi tra il 93 % a Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang (Cina) e il 4% in Ruanda.
In Italia, il 4 % degli studenti ha ottenuto un punteggio di livello 5 o superiore in lettura (media OCSE: 6 %). A questo livello di competenza, gli studenti sono capaci di comprendere testi lunghi, di trattare concetti astratti o contro-intuitivi e di distinguere i fatti dalle opinioni, prendendo spunto da suggerimenti impliciti che fanno parte del contenuto o della fonte di informazione.
Divari nei risultati all'interno del Paese
Copy link to Divari nei risultati all'interno del PaeseGrafico 5. Risultati in scienze e status socio-economico degli studenti e delle scuole
Copy link to Grafico 5. Risultati in scienze e status socio-economico degli studenti e delle scuole
Nota: il grafico di sinistra mostra come, in media, i risultati degli studenti con differenti livelli di status socio-economico siano paragonabili ai risultati degli studenti con un background socio-economico simile nei Paesi dell'OCSE. L'area ombreggiata rappresenta una misura dell'incertezza (intervallo di fiducia al 95 %). Le percentuali riportate nel grafico corrispondono alla percentuale di studenti in Italia che si trovano in ciascun quartile internazionale di status socio-economico.
Il grafico di destra mostra i risultati e lo status socio-economico medio delle scuole che hanno partecipato all'Indagine PISA (sono mostrate solo le scuole con studenti nelle classi rappresentative dei quindicenni). La dimensione dei cerchi è proporzionale alla popolazione di studenti quindicenni rappresentati da ciascuna scuola.
Disparità socio-economiche
Copy link to Disparità socio-economicheL'indice PISA relativo allo status economico, sociale e culturale è calcolato in modo tale che tutti gli studenti che sostengono il test PISA, indipendentemente dal Paese in cui vivono, possano essere collocati sulla stessa scala socio-economica. Ciò significa che è possibile utilizzare questo indice per confrontare i risultati di studenti provenienti da contesti socio-economici simili in Paesi diversi. In Italia, il 37 % degli studenti (la quota più ampia) si collocava nel quartile superiore della scala socio-economica a livello internazionale, il che significa che figuravano tra gli studenti più avvantaggiati che hanno sostenuto la prova PISA nel 2025. Il loro punteggio medio in scienze è stato di 518 punti. A Singapore, Taipei cinese e Macao (Cina), gli studenti provenienti da contesti socio-economici simili tendono a ottenere punteggi notevolmente più alti.
L'indice PISA relativo allo status economico, sociale e culturale può inoltre essere utilizzato per classificare gli studenti dal più svantaggiato al più avvantaggiato all'interno di ciascun Paese e di ciascuna economia, nonché per creare quattro gruppi di studenti di pari dimensione (ciascuno dei quali comprende il 25 % della popolazione degli studenti quindicenni in ciascun Paese/economia). In Italia, gli studenti avvantaggiati sotto il profilo socio-economico (il quartile più alto in termini di status socio-economico) hanno superato gli studenti svantaggiati (il quartile più basso) di 80 punti in scienze. Questo dato è simile alla differenza media tra i due gruppi (85 punti) riscontrata nei Paesi dell'OCSE.
Tra il 2015 e il 2025, in Italia il divario nei risultati in scienze tra il 25 % degli studenti con il livello socio-economico più elevato e quello con il livello socio-economico più basso è rimasto stabile, mentre il divario medio nei Paesi dell'OCSE ha registrato una riduzione. Nell'arco di tale periodo, i risultati sono rimasti stabili sia tra gli studenti provenienti da contesti avvantaggiati che tra quelli provenienti da contesti svantaggiati.
Lo status socio-economico è risultato un fattore predittivo dei risultati in scienze in tutti i Paesi e le economie partecipanti all'Indagine PISA. Per l'Italia, esso ha rappresentato l'11 % della variazione dei risultati in scienze nell'Indagine PISA 2025 (rispetto al 12 % in media nei Paesi dell'OCSE).
In Italia, circa il 12 % degli studenti svantaggiati ha ottenuto un punteggio nel primo quartile della scala dei risultati in scienze. Tali studenti possono essere considerati resilienti dal punto di vista accademico perché, malgrado la loro situazione socio-economica svantaggiata, hanno raggiunto livelli di eccellenza nel campo dell'istruzione rispetto agli studenti del proprio Paese. In media, nei Paesi dell'OCSE, il 12 % degli studenti provenienti da contesti svantaggiati si è classificato nel primo quartile dei risultati in scienze nei propri Paesi.
Atteggiamenti degli studenti italiani nei confronti della scuola e dell'apprendimento
Copy link to Atteggiamenti degli studenti italiani nei confronti della scuola e dell'apprendimentoCuriosità e perseveranza degli studenti e valore che attribuiscono alla scuola
Copy link to Curiosità e perseveranza degli studenti e valore che attribuiscono alla scuolaIn Italia, il 72% degli studenti concorda o è pienamente d'accordo sul fatto di essere incuriosito da molte cose diverse rispetto al 73 % registrato nei Paesi dell'OCSE. Inoltre, il 58 % degli studenti ha dichiarato di applicarsi ancora di più quando il lavoro diventa impegnativo (media OCSE pari al 60 %). Allo stesso tempo, il 18 % concorda o è fortemente d'accordo sul fatto che la scuola sia stata una perdita di tempo (media OCSE pari al 24 %).
Tra il 2022 e il 2025, in Italia tali atteggiamenti sono leggermente cambiati. La percentuale di studenti che hanno dichiarato di essere incuriositi da molte cose diverse è diminuita di 5,7 punti percentuali; la percentuale di studenti che hanno dichiarato di applicarsi ancora di più quando il lavoro diventa impegnativo è diminuita di 3,6 punti percentuali; mentre la percentuale di studenti che hanno convenuto che la scuola è stata una perdita di tempo è diminuita di 2,4 punti percentuali nel periodo preso in considerazione.
La curiosità, la perseveranza e il valore attribuito alla scuola sono spesso associate al conseguimento di risultati più elevati in scienze. In Italia, tenendo conto del profilo socio-economico degli studenti e delle scuole, un aumento di un'unità dell'indice di curiosità è associato a una differenza di 18 punti nei risultati conseguiti in scienze, rispetto a una media di 19 punti nei Paesi dell'OCSE; un aumento di un'unità dell'indice di perseveranza è associato a una differenza di 12 punti nei risultati conseguiti in scienze (media OCSE pari a 13 punti); gli studenti che attribuiscono un valore maggiore alla scuola e non sono d'accordo sul fatto che sia una perdita di tempo tendono a ottenere punteggi più alti in scienze (di 24 punti) rispetto ai loro coetanei che pensano di perdere tempo a scuola (media OCSE pari a 27 punti).
Atteggiamenti degli studenti nei confronti dell'apprendimento
Copy link to Atteggiamenti degli studenti nei confronti dell'apprendimentoL'Indagine PISA 2025 ha inoltre chiesto agli studenti di illustrare il proprio atteggiamento nei confronti dell'apprendimento. Ad esempio, il 70 % degli studenti italiani ha una mentalità orientata alla crescita (media OCSE pari al 69 %), ossia ritengono che l'intelligenza possa essere sviluppata attraverso il lavoro, l'impegno e il feedback. In media, nei Paesi dell'OCSE, gli studenti con una mentalità orientata alla crescita ottengono 28 punti in più in scienze rispetto agli studenti con una mentalità meno flessibile. In Italia, questa differenza è di 13 punti, tenuto conto del profilo socio-economico degli studenti e delle scuole.
I dati dell'Indagine PISA 2025 offrono un quadro più approfondito dei comportamenti degli studenti in termini di autoregolazione dell'apprendimento e di definizione degli obiettivi. Ad esempio, in Italia circa il 44 % degli studenti ha dichiarato di pianificare spesso o molto spesso il proprio studio. Inoltre, il 55 % degli studenti ha dichiarato di porsi domande sul materiale di studio per verificare di aver compreso tutto (medie OCSE: rispettivamente 37 % e 49 %).
Uno studente che autoregola efficacemente il proprio apprendimento sa quando e a chi rivolgersi per chiedere aiuto. I dati dell'Indagine PISA 2025 mostrano che, nella maggior parte dei Paesi, gli studenti tendono a fare affidamento sui loro insegnanti e compagni di classe per essere aiutati nello svolgimento dei compiti scolastici. In Italia, il 76 % degli studenti chiede aiuto ai propri insegnanti quando ne ha bisogno e l'84 % chiede aiuto ai propri compagni di classe quando non capisce completamente qualcosa (medie OCSE: rispettivamente 77 % e 82 %).
In Italia la ricerca di aiuto è positivamente correlata ai risultati conseguiti in scienze, tenuto conto del profilo socio-economico degli studenti e delle scuole. Un aumento di un'unità dell'indice relativo alla ricerca di aiuto è associato a una differenza di 4 punti (media OCSE: 6 punti).
Com'è la vita scolastica in Italia?
Copy link to Com'è la vita scolastica in Italia?Carenza percepita di risorse umane e materiali
Copy link to Carenza percepita di risorse umane e materialiNel 2025, il 31 % degli studenti in Italia frequentava scuole i cui dirigenti scolastici dichiaravano che l'insegnamento risentiva, almeno in parte, della carenza percepita di personale docente (media OCSE: 39 %); per la carenza di personale di supporto la quota era pari al 36 % (media OCSE: 39 %). Rispetto al 2022 (49 %), si è ridotta la quota di studenti che frequentavano scuole i cui dirigenti scolastici segnalavano una carenza di personale docente.
I dati dell'Indagine PISA 2025 mostrano inoltre che le carenze percepite di risorse materiali continuano a rappresentare una criticità nella maggior parte dei Paesi e delle economie partecipanti. In Italia, circa il 13 % degli studenti frequentava scuole in cui, secondo i dirigenti scolastici, la carenza di materiale didattico (ad esempio libri di testo, attrezzature informatiche e materiali di biblioteca o di laboratorio) ostacolava almeno in parte l'attività didattica; il 32 % frequentava invece scuole in cui la carenza di infrastrutture (ad esempio edifici, spazi esterni, impianti di riscaldamento o climatizzazione, sistemi di illuminazione e acustici) era percepita come un ostacolo all'insegnamento. Nel 2022, le quote corrispondenti erano pari, rispettivamente, al 13 % e al 43 %.
Risorse digitali
Copy link to Risorse digitaliIn Italia, gli studenti riferiscono di utilizzare i dispositivi digitali a scuola per attività di apprendimento per una media di 2,0 ore al giorno (media OCSE: 1,7 ore). Allo stesso tempo, una quota non trascurabile di tale utilizzo durante i giorni di scuola è destinata ad attività non connesse all'apprendimento: gli studenti italiani dichiarano di utilizzare i dispositivi digitali a scuola per attività ricreative per una media di 1,5 ore al giorno (media OCSE: 1,1 ore).
Il 37 % degli studenti italiani dichiara inoltre che i loro compagni sono spesso distratti dall'uso dei dispositivi digitali nella maggior parte o in tutte le lezioni di scienze (media OCSE: 28 %). In media nei Paesi dell'OCSE, gli studenti che riferiscono la presenza di distrazioni legate all'uso dei dispositivi digitali durante le lezioni di scienze conseguono un punteggio in scienze inferiore di 11 punti rispetto agli studenti che non riportano tali distrazioni, a parità di profilo socio-economico degli studenti e delle scuole. In Italia questa differenza è pari a 13 punti.
In media nei Paesi dell'OCSE, gli studenti che frequentano scuole in cui l'uso dei telefoni cellulari non è consentito nei locali scolastici hanno una probabilità inferiore di circa il 13 % di segnalare distrazioni legate all'uso dei dispositivi digitali. Nel 2025, il 63 % degli studenti italiani frequentava scuole in cui era in vigore tale divieto (media OCSE: 49 %), in aumento rispetto a quanto rilevato nell'indagine PISA 2022 (46 %; media OCSE nel 2022: 34 %). Questo dato evidenzia una significativa diffusione dei divieti di utilizzo dei telefoni cellulari nel periodo considerato.
Nella maggior parte dei sistemi di istruzione, gli studenti utilizzano chatbot basati sull'intelligenza artificiale per le attività scolastiche, il che genera nuove opportunità ma anche nuove sfide per l'apprendimento. In Italia, il 47 % degli studenti ha dichiarato di utilizzare chatbot basati sull'intelligenza artificiale a supporto del proprio apprendimento almeno una volta alla settimana (media OCSE: 46 %). Gli studenti fanno inoltre un uso frequente dell'intelligenza artificiale per effettuare ricerche preliminari su nuovi argomenti (Italia: 39 %; media OCSE: 31 %), per sintetizzare testi da leggere (Italia: 36 %; media OCSE: 30 %), e per preparare una prima bozza di elaborati scritti (Italia: 30 %; media OCSE: 29%). Solo il 9 % degli studenti dichiara di non utilizzare mai o quasi mai chatbot di intelligenza artificiale per alcuna delle attività scolastiche rilevate da PISA (media OCSE: 14 %).
Bullismo e cyberbullismo
Copy link to Bullismo e cyberbullismoIn Italia, nel 2025, l'11 % degli studenti ha dichiarato di essere stato vittima di almeno una forma di bullismo alcune volte al mese o più (media OCSE: 20 %). L'incidenza del bullismo è aumentata tra l'edizione 2022 e quella 2025 dell'Indagine PISA, come si è osservato nella maggior parte dei Paesi e delle economie partecipanti. Tale aumento si pone in contrasto con la diminuzione del fenomeno registrata in Italia tra il 2018 e il 2022, probabilmente associata agli effetti ancora persistenti delle interruzioni e delle limitazioni determinate dalla pandemia da COVID-19.
Rispetto alle altre forme di bullismo, il cyberbullismo risulta relativamente poco diffuso. In Italia, l'1 % degli studenti ha dichiarato che, nei 12 mesi precedenti la somministrazione del test PISA, sono state pubblicate online senza il loro consenso almeno alcune volte al mese informazioni offensive o lesive che li riguardavano (media OCSE: 3 %).
Supporto degli insegnanti e clima disciplinare durante le lezioni di scienze
Copy link to Supporto degli insegnanti e clima disciplinare durante le lezioni di scienzeIn Italia, il 62 % degli studenti ha dichiarato che, nella maggior parte delle lezioni di scienze, l'insegnante mostra interesse per l'apprendimento di ciascuno studente (media OCSE: 69 %); il 58 % ha affermato che l'insegnante continua a spiegare finché gli studenti non comprendono gli argomenti trattati (media OCSE: 66 %); il 65 % ha dichiarato che l'insegnante fornisce un aiuto aggiuntivo quando gli studenti ne hanno bisogno (media OCSE: 73 %). Nel 2015, le corrispondenti percentuali erano pari rispettivamente al 71 %, al 64 % e al 67 %.
Nel 2025, il clima disciplinare durante le lezioni di scienze continua a rappresentare un motivo di preoccupazione in molti Paesi ed economie partecipanti: circa il 22 % degli studenti in Italia ha dichiarato di non riuscire a lavorare bene nella maggior parte o nella totalità delle lezioni (media OCSE: 19 %); il 38 % ha riferito che il rumore e il disordine disturbano la maggior parte o tutte le lezioni di scienze (media OCSE: 31 %); il 33 % degli studenti ha dichiarato che i propri compagni di classe non ascoltano ciò che dice l'insegnante (media OCSE: 29 %).
In media, nei Paesi OCSE il clima disciplinare e il supporto degli insegnanti durante le lezioni di scienze sono migliorati tra il 2015 e il 2025. In Italia, il supporto degli insegnanti è invece diminuito, mentre il clima disciplinare non ha registrato cambiamenti significativi nel corso del periodo considerato. I Paesi e le economie che hanno registrato un miglioramento del clima disciplinare tendono inoltre a mostrare una stabilità o un incremento del rendimento medio in scienze rispetto al 2015.
Coinvolgimento e sostegno da parte della famiglia
Copy link to Coinvolgimento e sostegno da parte della famigliaTra il 2022 e il 2025, la quota di studenti che dichiara di ricevere sostegno dalla famiglia è diminuita in misura significativa in quasi tutti i Paesi e le economie partecipanti a PISA. Anche in Italia si osserva la stessa tendenza. Nel 2025, il 78 % degli studenti in Italia ha dichiarato che i propri genitori o tutori chiedono loro almeno una volta alla settimana cosa fanno a scuola, mentre il 46 % ha riferito di discutere con loro, con la stessa frequenza, dei problemi incontrati a scuola. Nel 2022, le quote corrispondenti erano pari, rispettivamente, all'81 % e al 58 %.
Assenteismo e ritardi
Copy link to Assenteismo e ritardiNel 2025, circa il 63 % degli studenti in Italia ha dichiarato di aver fatto almeno un giorno di assenza nelle due settimane precedenti la prova (media OCSE: 22 %); il 43 % ha riferito di aver saltato almeno una lezione (media OCSE: 24 %), mentre il 44% ha dichiarato di essere arrivato in ritardo a scuola (media OCSE: 50 %). Nel 2022 le quote corrispondenti erano pari rispettivamente al 61 %, 38 % e 40 %; nel 2018 al 57 %, 52 % e 45 %.
Preparazione degli studenti alle sfide ambientali
Copy link to Preparazione degli studenti alle sfide ambientaliIn Italia, il 77 % degli studenti ha raggiunto almeno il livello base di competenza (livello 2) nelle scienze dell'ambiente. In media, nei Paesi OCSE il 74 % degli studenti raggiunge questo livello; in sette Paesi ed economie partecipanti la quota supera l'85 %.
I risultati di PISA 2025 mostrano che gli studenti della maggior parte dei sistemi di istruzione manifestano atteggiamenti favorevoli alla tutela dell'ambiente, sebbene siano meno numerosi coloro che si sentono più sicuri della propria capacità di collaborare in modo efficace. In Italia, l'84 % degli studenti ritiene di poter contribuire positivamente alla tutela dell'ambiente (media OCSE: 81 %); l'83 % ritiene che l'azione collettiva possa affrontare efficacemente i problemi ambientali (media OCSE: 82 %); il 64 % dichiara di sapere come collaborare con altre persone per produrre un impatto positivo sull'ambiente (media OCSE: 68 %).
In Italia, il 72 % degli studenti ha dichiarato di essere abbastanza o molto interessato a contribuire alla tutela dell'ambiente attraverso la propria futura attività lavorativa (media OCSE: 62 %).
La maggior parte degli studenti ha partecipato almeno una volta, nei dodici mesi precedenti la prova PISA, ad attività legate alle tematiche ambientali. In media nei Paesi OCSE, le forme di coinvolgimento più diffuse sono la discussione con amici e familiari su come contribuire positivamente alla tutela dell'ambiente (Italia: 59 %; media OCSE: 56 %) e l'orientamento delle decisioni di acquisto sulla base della sostenibilità dei prodotti (Italia: 55 %; media OCSE: 54 %).
Caratteristiche principali di PISA 2025 in Italia
Copy link to Caratteristiche principali di PISA 2025 in ItaliaI contenuti dell'Indagine
Copy link to I contenuti dell'IndagineL'Indagine PISA 2025 ha avuto come ambito principale di rilevazione le scienze, mentre la matematica e la lettura sono state valutate come ambiti secondari. Inoltre, la rilevazione relativa all'apprendimento nel mondo digitale ha misurato le competenze degli studenti nella risoluzione computazionale dei problemi e la loro capacità di gestire autonomamente il proprio apprendimento in un contesto digitale. L'Indagine PISA 2025 ha inoltre incluso una valutazione delle competenze comunicative dei giovani in lingua inglese. Questa rilevazione, facoltativa e disponibile esclusivamente nei Paesi e nelle economie in cui l'inglese è insegnato come lingua straniera, ha visto la partecipazione dell'Italia. I risultati relativi alle scienze, alla matematica, alla lettura e alla risoluzione computazionale dei problemi sono stati pubblicati l'8 settembre 2026; quelli relativi all'inglese come lingua straniera e alle analisi sull'apprendimento autoregolato degli studenti saranno pubblicati nel 2027.
Gli studenti
Copy link to Gli studentiNel 2025, oltre 760 000 studenti hanno partecipato all'Indagine PISA, rappresentando circa 33 milioni di quindicenni nei 91 Paesi ed economie partecipanti.
In Italia, la rilevazione ha coinvolto 8 946 studenti distribuiti in 285 scuole, rappresentativi di circa 507 000 quindicenni, pari a una quota stimata dell'88 % della popolazione di riferimento. Un campione aggiuntivo di studenti delle stesse scuole ha partecipato alla rilevazione delle competenze in inglese come lingua straniera.
Al momento della somministrazione della prova, gli studenti partecipanti a PISA hanno un'età compresa tra 15 anni e 3 mesi e 16 anni e 2 mesi e hanno frequentato almeno sei anni di istruzione formale. Nella presente Scheda Paese, essi sono indicati sinteticamente come quindicenni.
La prova
Copy link to La provaGli studenti hanno svolto una prova della durata di due ore e ciascuno di essi è stato valutato in due ambiti disciplinari. A gruppi diversi di studenti sono stati somministrati quesiti differenti e diverse combinazioni di ambiti disciplinari (ad esempio, scienze seguite da lettura oppure matematica seguita da scienze). I quesiti comprendevano domande sia a scelta multipla sia a risposta aperta, nelle quali gli studenti erano chiamati a formulare autonomamente la propria risposta.
Gli studenti hanno inoltre compilato un questionario di contesto, la cui durata era di circa 35 minuti. Il questionario mirava a raccogliere informazioni sugli studenti stessi, sui loro atteggiamenti, orientamenti e convinzioni, nonché sul contesto familiare e sulle loro esperienze scolastiche e di apprendimento. I dirigenti scolastici hanno compilato un questionario dedicato alla gestione e all'organizzazione della scuola, nonché alle caratteristiche dell'ambiente di apprendimento.
In alcuni Paesi o economie partecipanti sono stati inoltre somministrati questionari aggiuntivi rivolti agli studenti, ai genitori e/o agli insegnanti, al fine di raccogliere ulteriori informazioni. I risultati derivanti da questi questionari facoltativi non sono oggetto della presente Scheda Paese.
Contatti
Per maggiori informazioni su PISA 2025, visitare il sito www.oecd.org/pisa
Per esplorare ulteriori dati e approfondimenti, compararli e visualizzarli, si invita ad utilizzare http://gpseducation.oecd.org.
Per rivolgere eventuali quesiti al team responsabile di PISA in seno alla Direzione per l'Istruzione e le Competenze (EDU) dell'OCSE, scrivere a: edu.pisa@oecd.org.
La presente Scheda Paese è stata redatta da Francesco Avvisati (Direzione per l'Istruzione e le Competenze dell'OCSE).
Il presente documento è pubblicato sotto la responsabilità del Segretario Generale dell’OCSE. Le opinioni espresse e le conclusioni raggiunte non corrispondono necessariamente alle posizioni ufficiali dei governi dei Paesi membri dell'OCSE.
Il presente documento, così come tutti i dati e tutte le mappe geografiche che esso comprende, non pregiudica lo status o la sovranità su ogni territorio, con riferimento alla delimitazione delle frontiere e dei confini internazionali e alla denominazione di ogni territorio, città o area.
I dati statistici concernenti Israele sono forniti dalle autorità israeliane competenti e sotto la responsabilità delle stesse. L'uso di tali dati da parte dell'OCSE non pregiudica lo status delle Alture del Golan, di Gerusalemme Est e degli insediamenti israeliani in Cisgiordania ai sensi del diritto internazionale.
Nota della TurchiaLe informazioni contenute nel presente documento con riferimento a “Cipro” riguardano la parte meridionale dell’Isola. Sull’Isola non esiste un’unica autorità che rappresenti le due popolazioni turca e greca cipriota. La Turchia riconosce la Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC). La Turchia manterrà la sua posizione circa la “questione di Cipro”, finché non si giunga a una soluzione duratura ed equa mediante le Nazioni Unite.
Nota di tutti gli Stati membri dell’OCSE appartenenti all'Unione europea e dell'Unione europeaLa Repubblica di Cipro è riconosciuta da tutti i membri delle Nazioni Unite eccetto la Turchia. Le informazioni riportate nel presente documento si riferiscono alla zona sotto effettivo controllo del governo della Repubblica di Cipro.
Kosovo: La presente denominazione non pregiudica le posizioni sullo status, ed è conforme alla Risoluzione N. 1244/99 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e al Parere consultivo della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
Il libro completo è disponibile in inglese: OECD (2026), PISA 2025 Results (Volume I): Future-Ready Students, PISA, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/73451bc5-en.
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