L'azione delle politiche a seguito di disastri naturali

L'azione delle politiche a seguito di disastri naturali

Aiutare le regioni a sviluppare resilienza – Il caso dell'Abruzzo post terremoto You do not have access to this content

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Author(s):
OECD
01 Mar 2013
Pages:
226
ISBN:
9789264189621 (PDF) ;9789264189591(print)
http://dx.doi.org/10.1787/9789264189621-it

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Il Rapporto L’azione delle politiche a seguito di disastri naturali: aiutare le regioni a sviluppare resilienza rappresenta il primo studio dell’OCSE sulle strategie multi-settoriali nelle regioni post disastro e fornisce raccomandazioni concrete sul come portare avanti l’impegno di ricostruzione in Abruzzo a seguito del terremoto che nel 2009 ha colpito L’Aquila (capoluogo di regione) e l’area circostante. Il presente Rapporto individua numerose priorità chiave sulle quali le amministrazioni nazionali e locali devono convergere per assicurare una visione strategica comune.
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  • Prefazione

    Sono innumerevoli le persone nel mondo che oggigiorno vivono in zone a rischio di terremoti, uragani e inondazioni. I disastri naturali, per definizione, esercitano un impatto territoriale, danneggiando il capitale fisico delle aree colpite; nondimeno, rimangono raramente circoscritti entro i confini del luogo in cui si sono verificati. L’effetto dei disastri sull’economia e sulla società spesso esige risposte che coinvolgano risorse regionali e nazionali, capacità tecnica e organizzazione umana, così come cooperazione pubblica e privata.

  • Acronimi e abbreviazioni
  • Sintesi

    Il 6 aprile 2009 l’Abruzzo è stato colpito da un terremoto devastante con epicentro nel capoluogo di regione, L’Aquila. Oltre ad aver causato sofferenze personali terribili, inclusa la morte di 309 persone, il sisma ha provocato un forte choc economico, distruggendo il centro storico di L’Aquila, disgregando il tessuto sociale e compromettendo le prospettive di crescita di lungo periodo di una regione già vulnerabile.

  • Valutazioni e raccomandazioni
  • Tendenze regionali e sfide per lo sviluppo in Abruzzo

    L’Abruzzo è una piccola regione del Sud Italia alle prese con una stagnazione socioeconomica sostanziale sin dai primi anni ’90 e che fatica a risollevarsi dal devastante terremoto che, nel 2009, ha colpito il suo capoluogo, L'Aquila, e la zona limitrofa. La regione è vicina e molto collegata a Roma e ha altresì affrontato la difficoltà della persistente crisi economica oltre che demografica. Il presente Capitolo esamina la base economica abruzzese e l'impatto che su di essa ha avuto il terremoto del 2009, interrogandosi su come l’Abruzzo possa recuperare la competitività alla luce della catastrofe e dell'organizzazione territoriale della Regione, nonché della sua frammentazione amministrativa e istituzionale.

  • Governance rinnovata per una migliore politica regionale in Abruzzo

    Al fine di attuare una strategia integrata di sviluppo regionale in Abruzzo, gli stakeholder dovranno stabilire una visione strategica comune, in particolare occorrerà: condividere obiettivi e informazioni, concordare lo stanziamento di fondi e le priorità, potenziare le proprie risorse e impegnarsi in processi decisionali e valutazioni trasparenti. Il presente capitolo descrive le sfide di governance che attendono l'Abruzzo e indica tre priorità generali per perfezionare e sostenere una strategia di sviluppo integrata per il territorio. La Regione dovrà rimodellare la propria governance territoriale per ridurre la frammentazione amministrativa e rafforzare le aree funzionali urbane più vaste, fornendo alle amministrazioni locali gli strumenti per ottimizzare la propria capacità organizzativa e di pianificazione. La Regione dovrà altresì perfezionare la trasparenza e rendicontabilità del processo di definizione delle politiche, ivi incluso il dialogo tra gli stakeholder pubblici e privati, così come la qualità e l'utilizzo delle informazioni pubbliche.

  • Processi decisionali aperti per la resilienza dell'Abruzzo

    Il presente Capitolo prende in esame il coinvolgimento della comunità nel miglioramento del processo decisionale in una regione post disastro, descrive le difficoltà vissute da L’Aquila a seguito del sisma del 2009 e valuta alcune delle recenti iniziative della città per ripristinare la coesione sociale e il coinvolgimento della collettività. Il capitolo offre altresì una panoramica sulle prospettive di L’Aquila secondo i suoi cittadini, così come emerso in seno ai vari eventi partecipativi e a un'indagine condotta all'interno della comunità, in occasione del presente studio, e si conclude con alcune raccomandazioni su come coinvolgere in modo efficace le comunità in un contesto post disastro, traendo spunto non solo dall’esperienza del capoluogo abruzzese ma anche da quella di altre regioni post disastro.

  • Strategia di innovazione regionale

    Il presente Capitolo tratta dei fattori che potrebbero aiutare l’Abruzzo a ottimizzare il suo potenziale economico nel lungo termine. L’Abruzzo deve ricostituire il proprio vantaggio regionale basato sul concetto di piattaforma regionale integrata e promuovere una base di conoscenze più diversificata. Il capitolo analizza le barriere regionali all’attuazione di una nuova strategia di innovazione e suggerisce soluzioni per rafforzare le connessioni tra le imprese e tra le università e il settore aziendale. Tratta anche delle sfide che l’Abruzzo deve affrontare nel creare e trattenere il capitale umano nella regione. Vengono indicate politiche volte a migliorare l’equilibrio tra domanda locale e offerta di competenze, incluse le competenze intermedie molto ricercate dalle PMI locali.

  • Migliorare l'utilizzo del patrimonio culturale e ambientale

    L’Abruzzo possiede un cospicuo patrimonio culturale e dispone di straordinari beni ambientali. Il presente Capitolo intende dimostrare come tali beni e tale patrimonio siano fonte di importanti opportunità economiche per la regione. In effetti, questo capitale territoriale offre un grande potenziale di sviluppo, se utilizzato con intelligenza. Il Capitolo descrive gli elementi chiave necessari per elaborare una visione strategica per il turismo e promuovere ed espandere l’uso delle risorse naturali e culturali. Dopo aver esaminato il ruolo guida dell’Abruzzo in materia di politiche di conservazione del patrimonio naturale, il Capitolo tratta due aspetti fondamentali un efficace sfruttamento del territoriale: la necessità di una strategia di marketing per ampliare l’offerta turistica e di infrastrutture sostenibili per migliorare l’uso delle risorse naturali.

  • Un'agenda per L'Aquila verso il 2030

    Il Capitolo presenta i quattro pilastri, correlati tra loro, che devono fungere da base per il rimodellamento di L’Aquila in funzione delle risorse disponibili e del potenziale della città. Il primo pilastro, rappresentato dal concetto di Città Intelligente, riguarda l'uso delle nuove tecnologie per l'erogazione di servizi nel campo dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile, della salute e della condivisione di informazioni. Il secondo pilastro prende in esame la necessità di rafforzare il ruolo dell’Università e dei centri di ricerca con lo scopo di generare reddito e occupazione. La terza tematica presenta la maniera in cui la ricostruzione del centro storico di L'Aquila potrebbe incoraggiare la vita culturale e l'offerta commerciale della città per attirare investitori e imprenditori dei settori creativi. Il quarto pilastro, infine, analizza l'impegno della comunità locale necessario per migliorare la governance della città e la qualità di vita della sua comunità.

  • Lezioni per l'elaborazione delle politiche nelle regioni post disastro

    Il presente Rapporto identifica specifiche raccomandazioni politiche e opzioni concrete affinché l’Abruzzo accresca la sua resilienza a choc futuri. Il Rapporto si ispira, inoltre, alle esperienze di altre regioni OCSE, sia quelle in cui catastrofi naturali hanno portato a ripensare il modello di sviluppo, sia quelle in cui un declino di lungo termine ha portato a tale ripensamento. La condivisione di tali esperienze può fornire preziosi esempi sui tipi di opzioni politiche e di governance a disposizione per ricostruire una regione più forte, più resistente e più prospera sul lungo termine.

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