OECD Multilingual Summaries

Development Co-operation Report 2016

The Sustainable Development Goals as Business Opportunities

Summary in Italian

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La pubblicazione è disponibile all’indirizzo:
10.1787/dcr-2016-en

Rapporto sulla Cooperazione allo Sviluppo 2016

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile come Opportunità per le Imprese

Sintesi in italiano

Con l’adozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e dei suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (i cosiddetti “SDG”), il mondo dispone oggi del piano di sviluppo più ambizioso, variegato e universale della storia. Per far fronte alle sfide poste da tali Obiettivi, la comunità globale deve andare ben oltre i circa 135 miliardi di dollari statunitensi forniti ogni anno come aiuto pubblico allo sviluppo (APS). Si stima che il fabbisogno di investimenti per gli SDG nei Paesi in Via di Sviluppo si aggiri attorno ai 3,3 miliardi ‑ 4,5 miliardi di dollari annui. L’azione volta a limitare l’aumento della temperatura del pianeta a 1,5°C oltre i livelli preindustriali, richiederà ogni anno circa 100 miliardi di dollari fino al 2020 solo da parte dei Paesi sviluppati. Allo stesso tempo, i nuovi Obiettivi indicano chiaramente che le sfide dello sviluppo sostenibile non riguardano più soltanto ciò che sta accadendo nei Paesi poveri – in realtà sono sfide che toccano tutti noi. Per affrontare queste sfide globali e interconnesse, tutti gli attori coinvolti dovranno unire le forze – e il settore privato dovrà svolgere un ruolo cruciale.

Gli investimenti nello sviluppo sostenibile sono investimenti “intelligenti”.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile offrono importanti opportunità per il mondo imprenditoriale. Il Rapporto dell’OCSE sulla Cooperazione allo Sviluppo 2016 mette in chiaro che gli investimenti nello sviluppo sostenibile sono investimenti “intelligenti”. Le società che introducono la sostenibilità nei loro modelli di affari sono redditizie e di successo, con rendimenti positivi sul capitale in termini di riduzione dei rischi, diversificazione dei mercati e dei portafogli, aumento dei ricavi, abbassamento dei costi e miglioramento del valore dei prodotti. Sempre di più, gli investimenti nei Paesi in Via di Sviluppo – e finanche nei Paesi Meno Avanzati – sono considerati come opportunità di affari, nonostante i rischi che comportano. D’altra parte, le imprese che investono creano posti di lavoro, infrastrutture, innovazione e servizi sociali. Il presente rapporto esamina cinque percorsi volti a sfruttare l’enorme potenziale del settore privato come partner per realizzare gli SDG, fornendo la quantità e la qualità d’investimenti necessari per supportare lo sviluppo sostenibile.

Cinque percorsi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

  • 1. Gli investimenti diretti esteri (IDE) sono di gran lunga la maggiore fonte di flussi internazionali di capitali verso i Paesi in Via di Sviluppo. Gli IDE sono inoltre considerati una delle fonti d’investimenti privati che più favorisce lo sviluppo. Tali investimenti possono creare posti di lavoro, stimolare la capacità produttiva, consentire alle imprese locali di accedere a nuovi mercati internazionali e portare con se’ trasferimenti di tecnologie che possono avere effetti positivi di lungo termine. Molti si aspettano che tali flussi giochino un ruolo cruciale nel colmare le lacune nel finanziamento degli SDG. Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), uno sforzo concertato da parte della comunità internazionale potrebbe contribuire a quadruplicare gli investimenti diretti esteri entro il 2030, specie nei Paesi strutturalmente deboli. Vi è tuttavia qualche motivo di preoccupazione: i flussi globali di capitali iniziano a diminuire, mentre le vulnerabilità economiche aumentano. Il Capitolo 2 mette in guardia sul fatto che un rallentamento, o addirittura un’inversione di tendenza, nei flussi d’investimenti diretti esteri, potrebbe comportare gravi conseguenze negative sia per i mercati in via di sviluppo che per i mercati degli investimenti internazionali. Inserire le strategie di sviluppo in un quadro caratterizzato dalle qualità complementari, e che si rafforzano a vicenda, degli investimenti privati e della cooperazione allo sviluppo, può aiutare a compensare la natura ciclica e mutevole delle tendenze degli investimenti diretti esteri.
  • 2. I finanziamenti misti (la cosiddetta blended finance) – l’utilizzo strategico di fondi pubblici per fornire, ad esempio, strumenti che limitano i rischi degli investitori privati ‑ può aumentare enormemente gli investimenti per lo sviluppo. I finanziamenti misti offrono un immenso potenziale, in gran parte inutilizzato, agli attori del settore pubblico, delle organizzazioni filantropiche e del settore privato, per collaborare per incrementare sensibilmente la portata degli investimenti nei Paesi in via Sviluppo. Il loro potenziale risiede nella capacità di rimuovere i “colli di bottiglia” che ostacolano gli investimenti privati in settori e in Paesi che hanno urgente bisogno di nuovi investimenti. Per accelerare il progresso sociale ed economico verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, i finanziamenti misti devono essere aumentati, ma in un modo sistematico che consenta di evitare certi rischi. Il Capitolo 3 analizza l’uso dei finanziamenti dello sviluppo e del settore filantropico per generare nuove risorse attraverso meccanismi di finanziamento misto che abbiano la capacità di trasformare l’economia, la società, la vita. Il Capitolo 3 rileva che il concetto di finanziamento misto tra settore pubblico e privato ha svolto finora un ruolo marginale sebbene non sia una novità nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.
  • 3. Il Capitolo 4 del rapporto illustra il lavoro in corso per monitorare e misurare l’effetto di mobilizzazione degli interventi del settore pubblico sugli investimenti privati. Questo sarà un elemento chiave della nuova misura “Sostegno Pubblico Complessivo allo Sviluppo Sostenibile” (Total Official Support for Sustainable Development ‑ TOSSD), che fornirà informazioni rilevanti sulle strategie di finanziamento e sulle migliori pratiche, contribuendo ad attrarre finanziamenti per lo sviluppo per sostenere gli SDG. Uno studio recente dell’OCSE ha confermato la fattibilità della raccolta e della misurazione dei dati sull’effetto di mobilizzazione diretta di garanzie, prestiti sindacati e azioni in veicoli di investimento collettivi; è in corso un lavoro di sviluppo di metodologie analoghe da applicare ad altri strumenti finanziari. Resta ancora molto da fare, tuttavia, in particolare per trovare modalità di misurazione dell’effetto indiretto ‑ o “catalitico” ‑ degli interventi pubblici sulla realizzazione degli obiettivi globali e sul contrasto ai cambiamenti climatici. L’OCSE sta coordinando i propri sforzi con le attività in corso in altri fori per assicurare la coerenza.
  • 4. Se lo sviluppo deve essere effettivamente sostenibile e inclusivo, deve produrre benefici per tutti i cittadini – in particolare, i più poveri, i più emarginati e i più vulnerabili. Gli investimenti a impatto sociale si sono evoluti negli ultimi dieci anni come un approccio innovativo all’incrementare i benefici delle attività di impresa per le popolazioni più povere ed emarginate del mondo. Le imprese che generano ritorni misurabili in campo sia sociale che finanziario possono apportare efficacia, innovazione, responsabilità (accountability) e una dimensione maggiore agli sforzi per lo sviluppo. I fondi pubblici possono essere utilizzati per rafforzare e promuovere questo tipo d’investimenti condividendo i rischi, nonché sostenendo un clima imprenditoriale favorevole, in particolare nei Paesi meno sviluppati e in quei Paesi che escono da conflitti. Tali nuovi modelli imprenditoriali possono integrare quelli esistenti, specie nei settori che tradizionalmente non sono molto in voga nel mondo degli affari — ma che sono essenziali per i poveri – quali l’istruzione, la sanità e i servizi sociali.
  • 5. Affinché le imprese prosperino senza arrecare danni, il settore privato deve rispettare gli standard internazionali di trasparenza e di accountability come tutti gli altri operatori. Il Capitolo 6 esamina i principi e gli standard di condotta d’affari responsabile e come il rispetto di essi possa dare alle società responsabili un vantaggio che giova a loro stesse, producendo al tempo stesso risultati positivi per le popolazioni e per il pianeta. Il mondo imprenditoriale e i governi hanno ruoli complementari da svolgere nell’attuare, promuovere e rendere possibile una condotta responsabile. Le Linee Guida dell’OCSE per le Imprese Multinazionali sono utili per ottimizzare il loro contributo, sostenendo lo sviluppo di pratiche imprenditoriali responsabili e affidabili per garantire che la quantità degli investimenti si accompagni alla qualità dell’attività d’impresa e produca vantaggi sociali, economici e ambientali.

Il rapporto fornisce esempi sull’azione dell’OCSE per stimolare il dialogo e per creare opportunità di cooperazione tra i diversi attori coinvolti nello sviluppo sostenibile. Presenta altresì casi concreti che illustrano come il mondo delle imprese si stia già attivando per promuovere lo sviluppo sostenibile e la crescita inclusiva nei Paesi in Via di Sviluppo. In un'era segnata dalla globalizzazione, dal rapido progresso tecnologico e dalla concorrenza per accedere a risorse preziose, è importante ricordare che le imprese prosperano quando il mondo prospera.

© OECD

Traduzione a cura della Sezione linguistica italiana.

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© OECD (2016), Development Co-operation Report 2016: The Sustainable Development Goals as Business Opportunities, OECD Publishing.
doi: 10.1787/dcr-2016-en

 



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